Con innumerevoli piattaforme tra cui scegliere, c’è una domanda che ricorre spesso: “Qual è davvero il CMS migliore per il mio sito?”. La risposta, nella stragrande maggioranza dei casi, è ancora WordPress, anche nel 2026.
Secondo i dati più aggiornati di W3Techs (febbraio 2026), WordPress alimenta il 42.8–43.4% di tutti i siti web esistenti e domina con circa il 60–60.8% del mercato dei CMS conosciuti. Sono numeri che superano di gran lunga qualsiasi concorrente e che continuano a crescere nonostante l’arrivo di soluzioni no-code, headless e piattaforme e-commerce dedicate.
Perché questa piattaforma open-source, nata nel 2003 come semplice strumento per blog, resta la scelta numero uno anche nel 2026? Non si tratta solo di abitudine: WordPress offre un equilibrio unico tra flessibilità, controllo, costi e community. In questa guida analizziamo velocemente a chi si rivolge davvero, i suoi punti di forza, le potenzialità concrete, i limiti reali e quando è meglio guardare altrove (e dove).
Indice
A chi è rivolto WordPress (nel 2026)
WordPress si adatta perfettamente a una vasta gamma di esigenze aziendali e professionali. È la soluzione ideale per:

- PMI che desiderano un sito aziendale moderno, aggiornabile in autonomia e con costi prevedibili
- Professionisti e studi (avvocati, commercialisti, architetti, consulenti) che hanno bisogno di presentarsi online con credibilità
- Agenzie digitali che realizzano progetti custom per clienti di ogni dimensione
- Piccoli e medi e-commerce gestiti con WooCommerce
- Blogger, content creator e aziende che pubblicano regolarmente articoli, news o risorse
In sintesi: ovunque serva un sito gestibile a lungo termine, scalabile e ottimizzabile per la SEO senza dipendere totalmente da un fornitore esterno.
I punti di forza principali
WordPress continua a primeggiare grazie a caratteristiche difficili da eguagliare:
- Ecosistema immenso — Oltre 60.000 plugin gratuiti ufficiali e decine di migliaia di temi, pronti a coprire quasi ogni funzionalità immaginabile
- Community globale e aggiornamenti costanti — Milioni di sviluppatori in tutto il mondo rilasciano fix di sicurezza, miglioramenti di performance e nuove feature ogni poche settimane
- Flessibilità estrema — Da un semplice blog a un portale complesso, da un sito vetrina a un e-commerce con migliaia di prodotti tramite WooCommerce
- Facilità d’uso unita a controllo totale — Interfaccia intuitiva per i non tecnici, ma accesso completo al codice per personalizzazioni avanzate
- SEO nativamente forte — Struttura pulita, permalink personalizzabili, supporto nativo per schema markup e velocissimi plugin dedicati (Yoast, Rank Math)
- Costo iniziale basso — Core open-source e gratuito, si paga solo hosting, tema premium (opzionale) e plugin specifici
Questi elementi rendono WordPress una scelta razionale per chi vuole investire una volta e gestire il sito per anni.

E con un po’ di personalizzazione (e con la magia dei plugin) si aprono infinite potenzialità:
- Siti multilingua — Con WPML o Polylang si gestiscono facilmente versioni in 5–10 lingue, perfetti per export o turismo
- Area riservata e membership — Plugin come MemberPress o Paid Memberships Pro creano corsi online, abbonamenti o portali clienti
- Sistema di booking — Integrazioni con Amelia, Bookly o WooCommerce Bookings per appuntamenti, consulenze, noleggi
- Integrazioni AI — Tool come AI Engine o plugin per generazione contenuti aiutano a velocizzare copywriting e ottimizzazioni
- Approccio headless — Per progetti avanzati, si può usare WordPress come backend (con API REST o GraphQL) e frontend in React/Vue per performance estreme
- Scalabilità — Con hosting ottimizzati (es. SiteGround, Kinsta, Cloudways) si gestiscono tranquillamente centinaia di migliaia di visite mensili
Ma questo elenco è una misura punta dell’iceberg di tutte le potenzialità di questo CMS.
I limiti e i casi in cui evitarlo
WordPress non è perfetto per tutti, non ancora perlomeno.

Ecco i principali scenari in cui è meglio valutare alternative:
- Progetti enterprise con performance o sicurezza mission-critical — Ambienti con milioni di utenti simultanei o requisiti normativi stringenti spesso richiedono soluzioni custom o headless dedicati
- E-commerce con decine di migliaia di prodotti e logistica complessa — Shopify o piattaforme dedicate scalano meglio out-of-the-box senza bisogno di ottimizzazioni manuali
- Siti “no-maintenance” — Chi non vuole gestire aggiornamenti, backup e plugin dovrebbe preferire soluzioni fully-hosted
- Setup velocissimo senza configurazione — Per micro-business o landing page one-shot, Wix o Squarespace offrono risultati immediati con minor sforzo
Sono principalmente tutti i casi dove il tempo di sviluppo o la complessità di manutenzione possono superare i benefici della flessibilità.
Confronto rapido con le alternative più comuni
| Piattaforma | Ideale per | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| WordPress | Quasi tutto: vetrina, blog, e-commerce (piccoli) | Flessibilità, community, SEO | Richiede manutenzione |
| Shopify | E-commerce (medio-grandi) | Facile da usare, pagamenti integrati | Commissioni, costi mensili |
| Wix & Squarespace | Vetrine semplici, micro-business, siti no-maintenance | Tutto-hosted, setup velocissimo | Meno controllo, difficile scalare |
| Webflow | Vetrine avanzate, no-code | Pixel-perfect, animazioni | Difficile, costi elevati |
| Headless (Strapi) (Sanity) | Progetti enterprise custom | E’ il top | Complicato, costi elevati |
WordPress è quindi la scelta giusta per iniziare a fare un sito nel 2026?

Nel 2026 WordPress non è solo “ancora valido”: per la stragrande maggioranza dei progetti italiani – dal sito vetrina all’e-commerce medio, dal portale aziendale al blog professionale – resta la scelta più equilibrata in termini di rapporto qualità/prezzo/flessibilità/controllo.
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